Beato chi sa ascoltare
E beati coloro che rispettano il suo valore.
Perché il tempo è vicino.
Era colui che nacque morto e principe dei viventi.
Rapito in estasi, oltre le nubi grigie, i soldati,
disse: “Ho conosciuto animali selvaggi, bestie feroci in lotta tra loro;
ho visto molte terre desolate dove persino l’oscurità faticava ad uscirne. Erano le voci del dolore, erano presenze umane.”
Nelle notti, le sincere scuse di spiriti carichi di energia e flash negli spazi elettrici e il caldo e il freddo gli risposero:
“Conosciamo le tue opere, i tuoi poemi nel sangue; ti si crede vivo e invece sei morto. Hai dato vita alle ceneri e loro si sono disperse;
hai perduto il tempo per l’azione.”
I suoi occhi accecati rimossero le luci del suo mondo quando volle rivivere gli eterni momenti di creazione per quella pace, quel silenzio e disse:
“Nell’oscurità sono conscio del nulla, mi elevo all’idea di non possedermi.”
E fu così che il giorno adombrò la stessa luce dei suoi pensieri. Gli fu dato il potere di sterminare con la spada, con la fame, con la speranza di un sogno senza loro.
E il sole divenne nero, la luna color sangue, le stelle si abbatterono sulla terra, un terzo delle foreste fu arso e ogni erba verde col tempo si seccò.
Tutto si placò e l’infinito fu sospeso.







